T2M si diverte spesso a giocare con il concetto di normalità. Il conflitto eterno tra normalità assoluta e relativa, tra diritti individuali e libertà altrui, tra politicamente corretto e scorretto, tra giusta evoluzione della società ed eccessi di "innovazione". Il caso di Gianna Nannini.
MATERNITA' IN SORDINA - Gianna Nannini è diventata mamma della sua Penelope. Non se n’era accorto nessuno!
Alla radio imperversa ‘Ogni tanto’ canzone dedicata a sua figlia, nell’ultima versione di ‘Volare’ che ha cantato recentemente è riuscita a far inserire il suono del battito del cuoricino della piccola, sulle copertine di più giornali l’abbiamo vista mezza nuda col pancione, su quella del suo singolo troviamo l’ecografia…
Diciamo che se voleva che la gravidanza e l’arrivo di Penelope venissero vissuti in maniera privata, beh, non è che si sia impegnata così tanto.
E così siamo stati inondati prima e dopo la nascita di prime pagine di quotidiani in cui questa notizia era concime per innumerevoli polemiche.
Dalle colonne del "Corriere della Sera" leggevo qualche settimana fa un articolo in cui Giulia Bongiorno affermava: “Viva le donne libere come la Nannini, che non si arrendono mai, che sanno attingere dentro di sé una forza e una determinazione che rendono possibile raggiungere qualsiasi obiettivo".
OK, "L'UTERO E' TUO", PERO'... - La cantante ringraziava ed alle critiche invece ricevute rispondeva: «All'improvviso tutti si sono dimenticati della libertà e del diritto che ciascuno di noi ha di fare quello che vuole, quando e con chi vuole».
Sono d’accordo con te Gianna, l’Italia è un paese libero e noi dobbiamo sentirci liberi: ma fare un figlio a 54 anni, durante la menopausa…. Non era meglio se pensavi a Penelope vent’anni fa invece di sballarti fino all’anno scorso durante tutti i tuoi concerti?
Pare che oggi la libertà di ognuno di noi è sempre superiore a quella che siamo disposti a concedere ad altri (ad esempio, perché io non posso dire ad alta voce che quello che la Nannini ha fatto è un atto di puro egoismo?). E pare che proprio l’egoismo e individualismo sia superiore ai legittimi diritti di chi oggi non può scegliere se nascere con una mamma con cui potrà sperare di condividere almeno 30 o 40 anni, con un papà (oltre che una mamma) più o meno certo, e di crescere in un contesto di riferimento di base quanto più “normale”.
Eccolo di nuovi qui, il concetto “normale”, che è e sarà sempre di più un concetto relativo e dunque che mina se stesso alla radice. Nulla può essere detto “normale” perché pare che oggi solo l’individuo può dire ciò che è “normale” (per lui o lei). E Gianna ha scelto e dice che essere mamma a 54 anni, dare alla luce una figlia che non ha un padre e che se tutto va bene sarà orfana relativamente giovane, è normale. Come direbbe un noto direttore di giornale…… ma vai a …..
T2M - Mamma di 3
MATERNITA' IN SORDINA - Gianna Nannini è diventata mamma della sua Penelope. Non se n’era accorto nessuno!
Alla radio imperversa ‘Ogni tanto’ canzone dedicata a sua figlia, nell’ultima versione di ‘Volare’ che ha cantato recentemente è riuscita a far inserire il suono del battito del cuoricino della piccola, sulle copertine di più giornali l’abbiamo vista mezza nuda col pancione, su quella del suo singolo troviamo l’ecografia…
Diciamo che se voleva che la gravidanza e l’arrivo di Penelope venissero vissuti in maniera privata, beh, non è che si sia impegnata così tanto.
E così siamo stati inondati prima e dopo la nascita di prime pagine di quotidiani in cui questa notizia era concime per innumerevoli polemiche.
Dalle colonne del "Corriere della Sera" leggevo qualche settimana fa un articolo in cui Giulia Bongiorno affermava: “Viva le donne libere come la Nannini, che non si arrendono mai, che sanno attingere dentro di sé una forza e una determinazione che rendono possibile raggiungere qualsiasi obiettivo".
OK, "L'UTERO E' TUO", PERO'... - La cantante ringraziava ed alle critiche invece ricevute rispondeva: «All'improvviso tutti si sono dimenticati della libertà e del diritto che ciascuno di noi ha di fare quello che vuole, quando e con chi vuole».
Sono d’accordo con te Gianna, l’Italia è un paese libero e noi dobbiamo sentirci liberi: ma fare un figlio a 54 anni, durante la menopausa…. Non era meglio se pensavi a Penelope vent’anni fa invece di sballarti fino all’anno scorso durante tutti i tuoi concerti?
Pare che oggi la libertà di ognuno di noi è sempre superiore a quella che siamo disposti a concedere ad altri (ad esempio, perché io non posso dire ad alta voce che quello che la Nannini ha fatto è un atto di puro egoismo?). E pare che proprio l’egoismo e individualismo sia superiore ai legittimi diritti di chi oggi non può scegliere se nascere con una mamma con cui potrà sperare di condividere almeno 30 o 40 anni, con un papà (oltre che una mamma) più o meno certo, e di crescere in un contesto di riferimento di base quanto più “normale”.
Eccolo di nuovi qui, il concetto “normale”, che è e sarà sempre di più un concetto relativo e dunque che mina se stesso alla radice. Nulla può essere detto “normale” perché pare che oggi solo l’individuo può dire ciò che è “normale” (per lui o lei). E Gianna ha scelto e dice che essere mamma a 54 anni, dare alla luce una figlia che non ha un padre e che se tutto va bene sarà orfana relativamente giovane, è normale. Come direbbe un noto direttore di giornale…… ma vai a …..
T2M - Mamma di 3

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