IL MIO LICEO FUNZIONAVA - Il mio liceo pubblico statale degli anni 80 aveva una buona reputazione. Vigeva una disciplina solida ma non becera, gli studenti erano seguiti e indirizzati ma non al punto da limitare la “creatività” tutta italiana per sopravvivere nel percorso accademico, i compiti in classe e gli esami erano difficili e dunque un buon voto e la promozione erano un vero riconoscimento a chi studiava seriamente.
Al tempo stesso, purtroppo, i metodi di insegnamento erano vecchi e univoci a prescindere dalla diversa predisposizione dei singoli studenti, le attrezzature erano inadeguate e dunque le opportunità di esplorare nuovi mondi, idee, progetti, erano limitate. Tuttavia, il giudizio complessivo del mio Liceo era positivo, ma molto di più si poteva fare.
IL DECLINO - Erano i professori più anziani che con il proprio lavoro consentivano a noi studenti (ex post) e ai nostri genitori di dare un giudizio sostanzialmente positivo. I professori più giovani invece non facevano nulla per eliminare i difetti degli insegnanti più anziani e dunque spingere verso una modernizzazione delle strutture e della didattica; non solo, molti di questi signori (e signore) hanno smontato quanto di positivo era ancora rimasto. Dunque non solo la generazione di studenti successiva del mio Liceo non ha avuto miglioramenti nella didattica ed ha continuato ad assistere al deperimento delle strutture, ma ha perso il senso della disciplina, dell’autorità e di conseguenza non assimila il significato di leadership; gli studenti non avevano alcun timore degli esami in quanto la soglia di “pass vs. fail” si è negli anni abbassata e di conseguenza i concetti di etica del lavoro e di cultura meritocratica si sono diluiti se non addirittura in alcuni casi estinti.
Temo che per i nostri figli la situazione stia ulteriormente peggiorando.
Certo non parlo di alcune scuole private, delle scuole internazionali e di quei pochi casi di scuole privilegiate che poche famiglie posso permettersi (e che fanno bene a concedersi). La maggioranza delle famiglie e dei ragazzi e ragazze purtroppo vivono la media della scuola pubblica che mi pare viva in una situazione difficile e di irreversibile declino.
Ovviamente la qualità della scuola primaria e secondaria è un fondamento imprescindibile per il futuro di una società. Dunque non si può non provare a dare un contributo positivo. Come?
Idea!
IDEA - Deep inside, dentro di noi, adoriamo insegnare qualche cosa a qualcuno. Trasferire ad altri quello che sappiamo ci rende felici e asseconda la nostra esigenza di affermazione e di autostima.
Allora, perché non mettere a disposizione un’ora alla settimana del nostro tempo (e magari con più persone coprire più ore della settimana) per tenere una lezione nella classe di nostro figlio o figlia su un tema che riteniamo nostra “competenza”? Gli argomenti possono essere diversi, secondo le strutture scolastiche e le fasce di età (tecniche di arte, nuoto o altri sport, fondamenti di economia, parlare dei diversi mestieri, dei diversi paesi del mondo, della propria esperienza pratica su temi oggetto di studio, ecc).
Condivido una esperienza personale sul tema.
Alcune mamme del mio quartiere hanno organizzato una scuola calcio per i figli (dai 5 ai 7 anni) il sabato mattina. Hanno ingaggiato un ragazzo come “Mister”.
Il ragazzo è qualificato (insegna in un centro sportivo importante ed è istruttore ISEF) ma abbiamo seguito i suoi allenamenti con un poco di perplessità. I ragazzi non lo seguivano in alcun modo (“sono piccoli” diceva) e mostravano miglioramenti limitati (non c’era uno che passasse la palla ad un altro, neanche una volta per sbaglio). Difficile dire il perché, ma il risultato era che i ragazzi non imparavano nulla né dal punto di vista tecnico, né dal punto di vista “sociale e comportamentale”. Per motivi personali il Mister ha saltato due allenamenti. Un papà si è proposto come “Deputy Mister” e ha allenato i dieci ragazzini per due sessioni. Tralascio la descrizione del grande divertimento e della grande soddisfazione personale provata da questo papà…..e mi concentro sul risultato.
I ragazzi hanno visto nel nuovo Mister una guida e una leadership (facile con dei ragazzini di 6 anni, no?) e dunque hanno seguito gli allenamenti sempre con grande divertimento, ma con maggiore ordine e dedizione, e con l’acquisizione di qualche tecnica di base.
Il papà allenatore casuale svolge un mestiere molto diverso da quello di “Mister”, ma a volte basta il buon senso per dare un contributo positivo ed avere risultati, e il concetto di base risiede nel potere apportare ad un gruppo di riferimento le proprie competenze e i propri valori.
Ovviamente questo esempio è solo parzialmente pertinente, ma serva almeno come “format” per riportarci al discorso della scuola.
IL VISITING TEACHER - A volte non ci rendiamo conto che l’educazione dei nostri figli è per larga parte in mano a educatori complementari a noi genitori (insegnanti, allenatori, medici, ecc). Questi educatori plasmano pensieri e comportamenti dei nostri figli, ed è giusto che sia così perchè questo meccanismo fa parte della crescita complessiva dei bambini e dei ragazzi. Penso tuttavia che abbiamo il diritto di scegliere il meglio tra questi educatori, di controllare che il presunto “meglio” sia tale, e di dare un contributo concreto quando lo riteniamo necessario (e anche se non lo riteniamo necessario) ad evitare impatti negativi sullo sviluppo e sulla crescita di una generazione.
Infatti, se il Mister del calcio non funziona si può cambiare rapidamente (anche se adesso è difficile rimpiazzare il Deputy Mister senza una rivolta da parte di genitori e dei piccoli giocatori!). Così vale per il medico.
Al contrario, l’insegnante delle elementari, medie, o i professori del liceo spesso non sono facilmente sostituibili e dunque, se preoccupati, dobbiamo trovare soluzioni alternative.
Nelle università esiste la figura del “Visiting Professor” oppure il caso delle “Testimonianze” (ad esempio i manager delle aziende che tengono una serie di lezioni su determinati argomenti o casi aziendali). Perché non replicare una soluzione simile in altri ambiti di formazione?
Dunque, scegliete una "materia", proponetevi come “Visiting Teacher” nelle scuole, fornite vera sostanza ai ragazzi con le vostre lezioni, investite (anche soldi vostri se potete) in strumenti didattici nuovi (audio, video e altro) per mostrare agli insegnanti che c’è un modo diverso di insegnare e fate scoprire agli studenti qual è il modo per loro migliore di imparare, e, infine, controllate (sì, controllate!) la dinamica di classe per capire se è un dinamica positiva….. e siate di esempio nell'insegnamento secondo i vostri principi e valori.
Da ultimo, anche se siete felicissimi dell’insegnante dei vostri figli e non avete altri dubbi o preoccupazioni, penso che potrebbe comunque essere un’esperienza positiva per tutti. La scuola deve essere per i figli un ambiente diverso e separato dalla famiglia, ma un parziale punto di contatto come quello descritto non toglie nulla all’indipendenza della scuola come ambito educativo e formativo, aggiunge nuove voci ed esperienze al percorso didattico e serve come ulteriore strumento di cross check continuo per evitare di identificare con ritardo derive di situazione poco virtuose o disastrose come purtroppo verifichiamo ogni giorno.
OBIEZIONI - Obiezione 1: gli insegnanti stessi non lo permetteranno mai.
Risposta: andate dal Preside.
Obiezione 2 : al Preside non frega niente.
Risposta: rivolgetevi più alto, e ancora più in alto e raccogliete consenso.
Obiezione 3: spesso i genitori dei figli nelle scuole disastrate non sono in grado di offrire un contributo in tale senso in quanto loro stessi vittime di un degrado sociale e culturale.
Risposta: ci si può proporre come "Visiting Teacher" anche in scuole non frequentate dai nostri figli. L’obiettivo dunque può essere ancora più nobile, ovvero migliorare la scuola di altri, per i figli degli altri.
Obiezione 4: you tell me nei commenti.
L’alternativa al “Visiting Teacher”? Formare oggi gli insegnanti di domani, che educano i figli di dopodomani. Possiamo aspettare tre generazioni? I don’t think so.
T2M

4 commenti:
le obiezioni sono pertinenti e gli stessi mediocri professori, presidi e insegnanti non permetteranno mai "intrusioni di questo tipo. Comunque è vero che, per cambiare le cose, occorre un momento di rottura e contrasto forte e finchè non ci si propone...
siamo ormai come i Messicani Venuezelani o qualunque paese del SudAmerica nei quali le famiglie che possono permetterselo hanno il solo obiettivo di mandare i figli a studiare in America. Segno di una sfiducia presente e futura nel sistema scolastico nazionale. Così è per noi. Grave perchè una volta non era così. Comunque mi pare una buona idea anche se anche questo indica sfiducia nel corpo professori e insegnanti italiano.
La proposta del visiting teacher mi sembra formidabile, soprattutto perché, sebbene gli insegnanti facciano spesso corsi di aggiornamento, non sempre sembrano altrettanto ben disposti a recepirne le novità d'approccio didattico, col risultato che il rapporto cogli studenti rimane vecchio, sterile, per niente empatico e poco produttivo. E vale molto anche alle elementari.
Forse il corpo insegnante potrebbe più facilmente accettare un gruppo di esperti che si presentasse per dei corsi brevi di approfondimento (10 o 15 incontri - a volte basta gettare il seme) per determinati argomenti, un po' come si fa con i corsi aggiuntivi di musica o altro.
Si potrebbe proporre "approfondimento delle tecniche di studio" o "approfondimento multidisciplinare" o "sperimentazione di metodologie didattiche in altri stati"...
Sarebbe un modo per ottenere lo stesso risultato in una maniera più facilmente accettabile. Ovviamente a nessun insegnante farebbe piacere sentirsi dire "Fammi venire un paio di volte a dare ripetizione ai tuoi studenti, che tu non sei capace di insegnare", anche se a volte corrisponde esattamente alla verità.
Hai ragione Sami. Mi piacerebbe che qualcuno di noi si proponesse e provasse veramente a fare questa esperienza per poi condividerla. Io mi propongo dai miei figli a settembre. Vediamo come va.
T2M
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