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mercoledì 7 luglio 2010

Madre di 3, felice ma…e allora METTITI IN PROPRIO, in nero!

Oggi, per una mamma in particolare, trovare lavoro è complicato. Allora METTITI IN PROPRIO. Ma mettersi in proprio è un rischio più che un'opportunità. Tutto è contro: Finanziamenti, Burocrazia, Fisco. Dunque è più facile abbandonare i sogni imprenditoriali in partenza e chi ne fa le spese è tutto il sistema , Fisco compreso. L'alternativa? Autofinanziarsi in un modo tutto "italiano", perseguire il proprio sogno in modo pragmantico e che ci guadagna è tutto il sistema, Fisco compreso.

IMPRENDITRICE - A 35 anni con tre figli ed un’assenza dal mondo del lavoro di 6 anni, ovviamente per marternità, ributtarsi nella mischia non è facile. O meglio, se vuoi tornare a lavorare, o cancelli la voce ‘3 figli’ dal CV oppure, appunto, METTITI IN PROPRIO.
Perché il pensiero che tu madre possa godere della Legge 104 moltiplicato 3, fa si che la tua candidatura finisca direttamente nel cestino.
Se quindi sei alla ricerca di una soluzione che ti permetta di rimetterti in gioco in campo professionale e ti aiuti a contribuire al budget familiare allora METTITI IN PROPRIO.
E’ la soluzione migliore, sei capo di te stessa.

Hai bisogno di due ore per portare tuo figlio dall’ortopedico? No problem, sei tu il capo.
A scuola le maestre hanno aderito allo sciopero e tu hai tutti e tre i bambini a casa? No problem, li intrattieni in salone mentre lavori in remoto.
Gara di nuoto il sabato mattina? Se ti metti in proprio il sabato puoi decidere di non lavorare.
Perché tutto questo deve essere garantito ad una donna che oltre che a rifare il suo ingresso nel mondo del lavoro vuole continuare ad essere una mamma presente nella vita dei propri figli.
E visto che l’azienda non te lo permette, allora METTITI IN PROPRIO.
Mettiti in proprio perché lo Stato ti è vicino, ti da sovvenzioni, ti offre incentivi, ti garantisce assistenza. Prova a metterti in proprio…se hai coraggio!

OHI OHI OHI – E dunque ti metti in proprio. Investi la tua liquidazione in un’attività tua e vedrai che non dormirai la notte e questa volta non perché il piccolo ha la tosse ma perché i bollettini INPS dei tuoi contributi (di cui faresti anche a meno tanto in pensione quando mai ci andrai?) superano di 8 volte la cifra che tu hai accantonato per l’acquisto delle materie prime. Quando vedrai che il fornitore vuole essere pagato subito e cash e tu invece devi concedere i 120 giorni al tuo cliente, quando scopri che gli incentivi per l’imprenditoria femminile erano pochissimi e già tutti assegnati (ai soliti e con i soliti metodi), quando a 35 anni non puoi più richiedere quelli per i ‘giovani imprenditori’, quando vivi a Roma ed il Sud comincia un po’ più giù così quelli del Mezzogiorno non ti spettano, quando tutto questo succede allora ti chiedi: ”Ma chi cavolo me l'ha fatto fare di mettermi in proprio?”.
Non ne valeva la pena; la libertà di gestire il tuo lavoro, gli stimoli di diventare imprenditrice di te stessa svaniscono man mano che gli enti previdenziali, il Ministero del Lavoro ecc. ti inviano le loro raccomandate per sollecitarti i pagamenti. Ma se non ho neanche fatturato 1 Euro ancora!!
Ecco dunque che chiudi baracca, appena aperta, hai perso un bel po’ di soldi e torni a fare la mamma (che rimane sempre il mestiere più bello del mondo).

CIRCOLO VIZIOSO – Ma questo è inconcepibile! Le donne rappresentano più del 50% della popolazione ma una percentuale molto inferiore della forza lavoro. Le donne sono mediamente più “sveglie” degli uomini (tutto da dimostrare, ma probabilmente vero). Per una questione puramente matematica e statistica dunque, se più donne lavorassero (one way or another) il sistema paese ne avrebbe gran vantaggio.
Ma lo stesso sistema rende molto difficile tornare a fare la dipendente (e poi, chi ne ha voglia di tornare a fare la dipendente?). Al tempo stesso, come detto, chiudo la mia attività per motivi indipendenti dalla bontà della mia idea impreditoriale ancora prima di avere fatturato.
Ecco dunque un circolo vizioso per cui, io, mamma di 3, a soli 35 anni dovrei rinunciare al mio sogno per colpa del "sistema", il mio business (se per caso era una buona idea) non nascerà mai e dunque non darò il mio contributo come donna al sistema stesso in termini di PIL (e non solo) del paese, e di tasse incrementali in futuro al servizio del nostro deficit. Oppure?

CINISMO, PRAGMATISMO E ISTIGAZIONE A… - Proviamo a creare un circolo virtuoso con un poco di cinismo. Se le cose funzionassero bene, io avrei incentivi economici per avviare la mia azienda, avrei pochi e rapidi adempimenti amministrativi per creare la società, non avrei di che preoccuparmi per contributi e fisco per diversi anni o comunque fino a quando non dimostro di generare profitti, faccio crescere con successo il mio business, genero PIL, utili e di conseguenza pagherò tasse incrementali a servizio del nostro deficit….. Poiché però le cose non vanno così, dobbiamo creare un meccanismo che lo replichi "fuori dagli schemi".
Proviamo così. Io investo quei due soldi che ho da parte al posto dei finanziamenti che non riesco ad ottenere, non creo alcuna società e parto dunque subito "nel segreto" del mio garage o cantina, non pago alcuna tassa o contributo (un altro modo di finanziarsi), inizio il mio business in nero (auch!), sviluppo con successo il mio business e solo a questo punto regolarizzo il tutto e finirò per dare un valore incrementale al sistema sia dal punto di vista del PIL che dal punto di vista del contributo fiscale. Un contributo molto maggiore che i "due Euro" che il sistema mi ha estorto prima che chiudessi la mia attività.

Riflettiamo: per il paese è meglio l’abbandono preventivo e la chiusura immediata, oppure "il nero" in partenza? Paraddossalmente, per il paese la soluzione pareto efficiente è quella “Cinica”…..
Istigazione all’evasione? o proposta di autofinanziamento a fin di bene di medio e lungo termine....per il sistema?

T2M - Mamma di Tre

2 commenti:

Tok2Me ha detto...

Ahia! ci lamentiamo di chi butta un mozzicone in spiaggia (vedi Corriere della Sera di oggi) e di chi ci fa i fari in autostrada (vedi Tok su "Incivile") e poi diciamo che per il sistema ne guadagna se gli startup fanno del nero?? putroppo però è vero, cinicamente parlando la conclusione del Tok è verissima! ma non si trova una soluzione "nelle regole"? dai, qualche bravo commercialista e fiscalista ci sarà per dare qualche consiglio, no?
T2M

Giulio ha detto...

Sembrerebbe la soluzione più giusta, considerando che il nero TUTTI lo fanno, dall'avvocato all'ambulante al mercato, tanto vale dare qualche possibilità in più a chi ha intenzione di rischiare e di fare con le proprie forze (almeno all'inizio visto che non c'è altra valida alternativa). Per cui si potrebbe almeno per il primo anno, dall'apertura della partita iva permettere a chi ha coraggio di buttarsi di godere di un piccolo privilegio che forse aiuterebbe a non affossare immediatamente attività, sogni e buoni propositi.