Domanda retorica: li investireste 700 milioni di Euro (si pronuncia settecento) in una attività manufatturiera sapendo che circa il 35% dei vostri dipendenti non aspetta altro che avere una buona occasione per scioperare o boicottarvi?
Considerando che gli iscritti alla Fiom sono il 12% del totale degli iscritti al sindacato, la Fiat è sicura di potere contare su uno solido zoccolo di contestatori riguardo a qualsiasi decisione dovesse essere presa in futuro a Pomigliano d'Arco.
Risposta ovvia: nessuno sano di mente lo farebbe conoscendo in anticipo i rischi a cui va incontro.
Ma se la domanda è retorica (e lo è) e la risposta è ovvia (addirittura banale), non riesco a spiegarmi come mai soltanto il 64% degli operai abbia accettato l'accordo siglato tra Fiat e sindacato sapendo che la possibile alternativa è una progressiva chiusura dell'impianto che oggi fabbrica le Alfa 159 con una bassissima produttività.
E allora il quesito è: nella Campania del 2010 colpita da una crisi economica che può solo peggiorare con la perdita dei 5.000 posti di lavoro dell'impianto Fiat e dei 15.000 posti legati all'indotto, quanto vale il lavoro? Mi viene da pensare che al Sud si preferisca lavorare in nero o percepire magari un sussidio statale, tanto non c'è differenza o è tutta fatica sprecata (quella dovuta al lavoro).
E sulla scia dello stesso ragionamento penso che, ad un numero consistente di meridionali interrogati dalla Svimez durante uno studio sul proprio tenore di vita, sia convenuto rispondere che la loro è una condizione al limite o al di sotto della soglia di povertà.
Fortunatamente non credo proprio però che questo sia vero. Per controllare, basta fare un giro al Sud per verificare che non esiste povertà come denunciato dallo studio i cui risultati sono stati pubblicati ieri.
Si tratta piuttosto dell'ennesima dimostrazione delle grandissime differenze tra alcune regioni del nostro Paese riguardo a certi temi, uno dei quali è il lavoro.
T2M - Deaudeau71
La Champions ogni domenica
7 anni fa

Nessun commento:
Posta un commento