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lunedì 5 luglio 2010

Il Manager è come Ronaldinho

Ogni giorno Ronaldinho ha più informazioni sulla sua salute fisica di quante noi comuni mortali ne avremo mai in tutta la nostra vita. Eppure siamo più stressati di Ronaldinho, più stanchi, maggiormente esposti ai rischi di malattie o infortuni più o meno gravi. Ho deciso, vado anch’io al MilanLab.

MILANLAB - Mi pare che il MilanLab sia un’invenzione Berlusconiana (chissà se solo il nome o anche la struttura) e che abbia come obiettivo, più che la tutela della salute dei giocatori, la conservazione del valore degli “asset” aziendali, appunto i calciatori. E mi pare giusto visto quanto il nostro Premier li paga (o meglio, pagava). Strutture come il MilanLab le hanno ormai quasi tutte le società sportive in quasi tutti gli sport. Perché? E’ ovvio: migliorare la performance e prevenire gli infortuni.
Ogni sportivo professionista dunque, sa tutto quanto si può sapere su se stessi, dal punto di vista medico e spesso anche psicologico. In questo modo può gestire al meglio la propria performance e la propria longevità professionale.
Eppure, a parte qualche stiramento e qualche distorsione, non mi pare che un calciatore professionista sia più di noi a rischio di gravi patologie o altro. Anzi, è vero il contrario.
Io pagherei per avere lo stress pre-partita al posto dello stress per il Margine Operativo Lordo (il mitico Ebitda) del primo Quarter; pagherei per la stanchezza post-partita al posto dell’emicrania serale per la sveglia alle 4.45am per prendere l’aereo delle 6.40; pagherei per avere un indurimento del bicipite femorale al posto del mal di schiena cronico che mi viene con la sedia dell’ufficio o con il “sali e scendi” dall’aereo; e, soprattutto, pagherei per avere l’affaticamento muscolare per i 90’ minuto al posto della tachicardia e la pressione alta per le 80 ore settimanali di stress e di lavoro. Ciononostante, io (se qualcuno me lo ricorda) faccio un solo check up ogni due anni, svolgo solamente un’attività fisica “di mantenimento” spesso incostante e sregolata, e vado avanti incurante delle conseguenze, tanto, dico io, “ho il fisico”.

IL PROFESSIONISTA FUORI CLASSE - Ronaldinho (o meglio il MilanLab per lui) ha però ha ragione. Sono io che sbaglio. Lui vivrà a lungo, sano e sorridente (parentesi: i giornalisti dicono che Ronaldinho è sempre sorridente: ma non si rendono conto che non è un sorriso ma è la sua dentatura che non gli permette di chiudere le labbra??), mentre io sono quello realmente a rischio malattie di vario tipo e gravità.
Dunque, cari Top Manager, Corporate Lawyers, Management Consultants e Liberi Professionisti d’assalto, e tutti quelli che sanno di avere una vita molto più “tirata” e stressante di Ronaldinho. Trattatevi come un fuoriclasse dello sport perché, in fondo, siete un fuoriclasse della vostra professione e come tale dovreste conservare il valore dei vostri asset tramite una sana e continua attività di check e prevenzione.

Già, prevenzione! Tema ampiamente sottovalutato e poco comunicato in Italia. Siamo un paese nel quale, fortunatamente, sempre meno gente ha bisogno di esser curata, e dunque l’attività di comunicazione e divulgativa del sistema sanitario nazionale pubblico e privato dovrebbe fortemente focalizzarsi sulla prevenzione, soprattutto per chi non ha la cultura per pensarci da solo.
Quando hai fatto l'ultima Epiluminescenza? (io non sapevo neanche cosa fosse, e probabilmente neanche tu).

Cosa deve chiedere dunque al suo MilanLab il nostro professionista? Chiedete al vostro medico, io faccio un altro mestiere.

T2M

3 commenti:

Anonimo ha detto...

e chi paga?

Vitoalex ha detto...

Una "sana" e scientifica opera di prevenzione è sicuramente in grado di abbassare i costi della sanità anzichè innalzarli.

In ogni caso credo che debba aumentare in ognuno di noi la consapevolezza che la salute è il bene più prezioso da preservare e che dobbiamo farci parte attiva e non aspettare solo i consigli dei medici (l'informazione non manca).

A riguardo credo che si debba cambiare l'impostazione della nostra università medica a partire dal nome per il quale proporrei: "Scienza della salute".

Infatti la salute và preservata prevalentemente con lo stile di vita, la prevenzione, la corretta alimentazione, lo sport e solo in casi estremi ricorrendo alle "medicine".

Il nostro "esperto della salute" dovrebbe essere in grado di aiutarci ed indirizzarci in questo evitando di rimpinzarci di spesso inutili e talvolta dannose medicine (per la verità molte volte anche per effetto di insistenti richieste del paziente).

Così si potrebbe alleggerire il bilancio della sanità pubblica liberando risorse (vogliamo parlare del vaccino per l'influenza suina?) da dedicare appunto agli accertamenti preventivi.

T2M ha detto...

Giustissimo VitoAlex. Un mio amico Pediatra dice che oggi, nonostante il 95% dei bambini nasce sano (e poi viene piano piano intaccato psicofisicamente dalla vita) e solo il 5% ha bisogno di cure "vere", la nostra medicina (università, ricerca, pratica) si occupa per il 95% di come curare le malattie e per il 5% della generale qualità della vita dei bambini.
T2M